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Il cioccolato, la coltivazione e i luoghi.

Sono molti i fattori che influenzano la buona coltivazione e raccolta del cacao: il clima, la temperatura, l’intensità delle piogge e del vento, la luce, la composizione dell’acqua e del terreno che accoglie le piante. Queste ragioni rendono complessa la coltura dell’albero del cacao, tanto che per una buona resa servono profonde conoscenze tecniche.

La pianta del cacao è estremamente delicata, deve essere ben irrigata e necessita un ambiente umido ed ombreggiato.

Le piantine vengono fatte crescere i vivaio fino al secondo anno di età, per poi venire trapiantati a terra tra file di “alberi amici” (limoni e banani) che aiutano il cacao a proteggersi dall’estrema esposizione al sole. I primi frutti si raccolgono dopo i 5 anni di vita della pianta che continua a generarne per altri 30 anni.


La fioritura è un’esplosione di fiorellini a 5 petali che punteggiano i rami, ma solo l’un per cento diventerà frutto.

La cabossa, questo il nome tecnico del frutto, ha forma ovoidale e il colore può variare dal giallo al verde da acerba, mentre ad avvenuta maturazione si tingerà di un intenso rosso bruno. Il peso di ogni frutto si aggira intorno ai 500 grammi e contiene 40 semi di cacao.

Ogni albero produce in media 30 frutti di cacao che assicurano 1 kg di prodotto secco finito.


Ma dove sono, nel mondo, le piantagioni di cacao?

Il 60% dell’intera produzione di cacao si concentra in Africa, il maggior paese produttore rimane la Costa d’Avorio, seguito dal Ghana, Nigeria e Camerun.

Tra i grandi produttori fuori dal contesto africano troviamo l’Indonesia, il Brasile, l’Ecuador la Repubblica Domenica, la Colombia, il Messico e la Papuasia.

Nazioni diverse in diversi continenti che alimentano la fiorente industria del cioccolato che si adatta, cambia e di trasforma per incontrare le esigenze dei consumatori e dell’ambiente.



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© 2018 by Gian Luca Forino, Pasticciere in Viaggio