• Gian Luca Forino

Islanda, terra selvaggia




L’Islanda è davvero un posto unico al mondo; la sua natura incontaminata è stupefacente per la varietà delle sue sfumature, selvaggia, imprevedibile ed inospitale, tanto da aver rischiato la vita almeno una paio di volte durante il mio viaggio, ma questa è una storia che vi racconterò più in là.

Sono sempre stato appassionato di geologia, motivo per cui l’Islanda è sempre stato un pallino fisso nella mia mente ed ho deciso di festeggiare qui il mio compleanno nel febbraio 2016.

Il Golden Circle è un percorso che permette di avere uno spaccato molto realistico di quella che è l’Islanda ed è composto dal parco nazionale di Pingvellir, la cascata Gullfoss e l’area geotermica di Haukadalur dove ci sono i Geyser.



Il Parco nazionale di Pingvellir è il posto in cui ebbe sede il primo parlamento islandese, un posto incantato con le sue rocce laviche coperte di neve, un canyon con un contrasto magnifico con le sue sfumature bianco/nere e camminarci in mezzo è qualcosa di veramente emozionante. In questo parco ho avuto il primo assaggio di quanto possa essere forte l’esperienza in Islanda; seguito un sentiero che portava ad una cascata arrivo di fronte al suo spettacolo ghiacciato e dal nulla un vento fortissimo inizia a strattonarmi. La neve si alzava dal suolo e creava dei vortici, turbinava e colpiva.



È durata circa 15 minuti per poi arrestarsi. Torno alla macchina e mi reco a Gullfoss, un enorme cascata con una portata d’acqua gigantesca; una bellissima passeggiata la costeggia e porta su, lungo il fiume, con il rombo dell’acqua di sottofondo.



Continuo la traversata in un paesaggio del tutto surreale in cui da ambo i lati della strada si stendono pianure liscissime, candide, coperte di neve fino all’orizzonte, un vista che ti fa sentire piccolo, in questo deserto di ghiaccio, come se fossi su di un altro pianeta.

Haukadalur è stata certamente una delle esperienze più interessanti che ho avuto, in questo campo geotermico, in cui aleggia un costante odore di zolfo, ci sono delle vasche di diversi metri di diametro che fumano e bollono per l’attivita termica del suolo. In alcuni punti ci sono dei segnali che vietano il passaggio a causa della temperatura della terra che potrebbe fondere le suole delle scarpe. Qui in questa valle atipica c’è il Geyser, quello che ha dato il nome a tutti quanti, che a tempi regolari getta in aria uno sbuffo d’acqua di 30 metri che in parte ricade su se stesso ed in parte a contatto con l’aria si nebulizza e viene portato via dal vento.



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© 2018 by Gian Luca Forino, Pasticciere in Viaggio