• Gian Luca Forino

Sopravvissuti sull'isola della morte

La nomina dell’isola di Ko Tao, in Thailandia, ha preso le sfumature di un film horror quando nel 2014 sono morte 7 persone in condizioni misteriose tra cui una ragazza belga ritrovata impiccata nella foresta e sfigurata per opera dei varani.

Avendo saputo questo da poco direi che, a me e Carlotta, troppo bene è andata!

L’arrivo a Ko Tao è stato tutt’altro che facile e dopo due pullman, una sosta di 3 ore in piena notte, al buio, con un cane non proprio simpatico che abbaiava ed un traghetto sgangherato finalmente arriviamo sull’isola.


Lasciamo gli zaini nella guesthouse e decidiamo di affittare il motorino, il modo migliore per raggiungere le spiagge disseminate sull’isola.

Lasciamo i documenti, ritiriamo il motorino e ci mettiamo in strada, senza aver considerato che , oltre ad essere la prima volta che guidavo un motorino, la guida era sul lato sinistro.

Dopo esserci presi qualche imprecazione incomprensibile riusciamo a prendere dimestichezza con il mezzo e decidiamo di tagliare l’isola da costa a costa per trovare un angolo di paradiso tutto per noi. Usciamo dalla strada principale ed entriamo su un vicolo dissestato seguito da una discesa piuttosto ripida con una striscia di sabbia e ciottolini. Io parto e arrivo giù, ma Carlotta prende in pieno la striscia, scivola con il motorino e ruzzola giù per tutta la discesa. Ginocchio, piede, spalla e gomito erano un pasticcio di terra, sangue ed asfalto. Per fortuna, dopo qualche minuto di panico, per capire se si era rotta qualcosa e come portarla via di li, passa una camionetta che ci soccorre e la porta in ambulatorio mentre io li seguo con il motorino.

Qualche garza, disinfettante e fasciatura se l’è cavata e ce ne siamo andati a mangiare un boccone per cena e ci siamo goduti un bellissimo spettacolo in spiaggia fatto di musica e di danze con il fuoco.



L’indomani con Carlotta mummificata per 1/4 del suo corpo, siamo andati in barca a fare Snorkling e ci siamo goduti l’isola a pieno, con le sue coste variopinte, smeraldo e petrolio, e i suoi fondali, con la barriera corallina ricca di pesci di ogni tipo. Abbiamo raggiunto lo spettacolo di Koh Nang Yuan, tre isolotti collegati da una stretta scia di sabbia bianchissima.

Ci siamo goduti una noce di cocco sulla sabbia accecante, un bagno nelle sue acque cristalline ed un escursione nella giungla fino al belvedere dove ci si apre di fronte uno spettacolo davvero unico per il suo fascino da cartolina.

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© 2018 by Gian Luca Forino, Pasticciere in Viaggio